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Gay & Bisex

Scelte difficili


di Membro VIP di Annunci69.it Kimboy74
27.03.2026    |    2.596    |    3 9.1
"Alessio si depilava ogni sera, applicando le prime pillole di ormoni – estrogeni rubati – sentendo un formicolio al petto..."
La Routine di Alessio: Depilazione e Sogni Proibiti

Alessio viveva in un monolocale al terzo piano di un palazzo fatiscente, dove l'umidità si insinuava dalle pareti scrostate e l'odore di fritto dai vicini filtrava sotto la porta. Ogni mattina, prima che il sole filtrasse dalle persiane rotte, si svegliava con quel nodo allo stomaco, lo stesso che gli stringeva il petto quando si guardava allo specchio. Il suo corpo era un nemico: peli ispidi sulle gambe, sul petto, intorno al cazzo che pendeva molle tra le cosce, una ruvidezza che lo faceva vomitare. A ventiquattro anni, Alessio sognava curve morbide, seni che si gonfiavano sotto una maglietta, una fica umida al posto di quell'appendice traditrice.

Quel giorno, dopo aver mandato il messaggio a Vincenzo – 'Ok, patto fatto. Cinquanta euro per la prima volta' – si chiuse in bagno. L'acqua calda scorreva dalla doccia arrugginita, e Alessio spalmò la schiuma depilatoria sulle gambe, sulle ascelle, sul pube. Il rasoio scivolava piano, strappando i peli alla radice, lasciando la pelle rossa e sensibile. 'Via, via tutto questo schifo', mormorava tra sé, mentre rasava il culo, le natiche che diventavano lisce come seta. Passò ore lì, controllando ogni centimetro con uno specchio, applicando crema idratante per calmare il bruciore. Il suo cazzo si indurì per un momento, traditore, ma lo ignorò, focalizzandosi sul ventre piatto che voleva trasformare in qualcosa di femminile.

Con i soldi che Vincenzo gli avrebbe dato, avrebbe comprato ormoni fai-da-te da un tizio online, pillole illegali che promettevano gonfiori al petto e fianchi larghi. Alessio le aveva già provate una volta, rubate da un forum oscuro: il seno gli era diventato tenero, sensibile, ma il resto del corpo resisteva. Si vestì con una gonna rubata da un cassonetto, troppo stretta sui fianchi, e una camicetta oversize. Sotto, niente mutande – voleva sentire l'aria sulla pelle fresca. Il telefono vibrò: Vincenzo. 'Vieni ora. Porta il culo pulito'.

Il Primo Incontro Pagato: Il Patto con Vincenzo

Vincenzo abitava in un bilocale al piano terra, con il pavimento appiccicoso di birra versata e l'aria densa di fumo di sigaretta. Era un colosso di muscoli forgiati in palestra improvvisate, ventisei anni, con un cazzo che misurava già venti centimetri ma che lui odiava non essere di più. 'Devo allungarlo, cazzo', borbottava sempre, usando pesi e pomate da quattro soldi comprate su siti loschi. Alessio era il suo amico d'infanzia, il debole che poteva dominare, e ora il mezzo per sfogare le frustrazioni.

'Centotrenta euro la settimana, per tre volte', disse Vincenzo, buttando la busta sul tavolo. Alessio annuì, il cuore che martellava. Vincenzo lo spinse contro il muro, le mani ruvide che gli palpavano il corpo sotto i vestiti. 'Hai rasato? Fammi vedere'. Alessio alzò la gonna, esponendo le cosce lisce, il cazzo piccolo e rasato che si contraeva al freddo. Vincenzo rise, afferrandolo con una mano callosa. 'Piccolino, eh? Ma il tuo culo è mio ora'.

Lo trascinò sul divano sfondato, facendolo inginocchiare. Vincenzo si slacciò i jeans, tirando fuori il suo membro spesso, venoso, già eretto. 'Succhialo, e pensa ai soldi per la tua... transizione'. Alessio aprì la bocca, le labbra che si tendevano intorno all'asta, la lingua che leccava la cappella salata. Vincenzo spinse in gola, affondando senza pietà, le palle pelose che sbattevano sul mento. Alessio tossì, lacrime agli occhi, ma continuò, succhiando forte mentre Vincenzo gli teneva la testa.

Soddisfatto, Vincenzo lo girò a quattro zampe, sputando sulla mano per lubrificare. 'Sei stretto, puttana'. Entrò piano all'inizio, il cazzo che dilatava l'ano, poi accelerò, spinte secche che facevano sobbalzare il corpo di Alessio. Le mani di Vincenzo gli strizzavano i fianchi, lasciando lividi, mentre lo masturbava da davanti, il pollice che sfregava il frenulo. 'Dimmi che ti piace, che odi il tuo cazzo'. Alessio gemette, 'Sì, lo odio... scopami più forte'. Vincenzo grugnì, venendo dentro con un fiotto caldo, e Alessio seguì, il seme che colava sulle lenzuola.

'Bravo', disse Vincenzo, accendendosi una sigaretta. 'Prossima volta, vestiti da femmina'. Alessio prese i soldi, uscendo con le gambe tremanti, la pelle liscia che bruciava ancora.

L'Incontro in Chiesa: La Predica di Padre Nicola

I giorni successivi furono un turbine. Alessio si depilava ogni sera, applicando le prime pillole di ormoni – estrogeni rubati – sentendo un formicolio al petto. Ma il messaggio di Padre Nicola arrivò come un tuono: 'Vieni in chiesa, figliolo. Ho visto come cammini, perso'. La chiesa era un relitto nel cuore del quartiere, con banchi scheggiati e un confessionale che odorava di muffa.

Alessio entrò, inginocchiandosi. Raccontò della sua lotta, omettendo Vincenzo, ma il prete intuì. 'Il Signore ti ha dato un corpo maschile per una ragione. Rinuncia a questi peccati, torna alla via retta'. La voce di Nicola era ferma, gli occhi severi sul collo rasato di Alessio. In sacrestia, il prete lo ammonì a lungo, citando versetti dalla Bibbia, insistendo sulla redenzione attraverso la preghiera e il rifiuto delle tentazioni. 'Non lasciare che il demonio ti trascini via, Alessio. Prega con me'. Lo costrinse a recitare Ave Maria per ore, senza un tocco, solo parole che pesavano come catene. Alessio uscì con un rosario stretto in mano, il peso della colpa che gli opprimeva il petto, ma Vincenzo lo chiamò subito.

La Seconda Sessione: Labbra Rosse e Dildo

Alessio comprò il rossetto con i soldi misti, truccandosi le labbra. Vincenzo lo accolse con un ghigno. 'Sembri una troia'. Lo spogliò, palpando la pelle liscia, poi gli ficcò il cazzo in bocca, il rossetto che si sbavava. Usò un dildo per dilatargli il culo – 'Per i miei esercizi, ma va bene per te' – spingendolo dentro e fuori prima di sostituirlo con se stesso. Spinse brutale, mordendo il collo, venendo dentro mentre Alessio eiaculava sul ventre. 'Domani, gonna vera'.

La Routine Quotidiana e il Terzo Incontro: Ormoni e Confronto

La settimana si trasformò in routine. Alessio ingoiava le pillole ogni mattina, il seno che pizzicava, i capezzoli sensibili sotto la camicia. Si depilava con cerette fai-da-te, strappando peli dal viso, dal dorso, piangendo per il dolore ma sentendosi più vicino al sogno. I soldi da Vincenzo si accumulavano: duecento euro per la gonna corta che indossò la terza volta, calze velate che gli fasciavano le gambe lisce.

Quella sera, Vincenzo era agitato. 'Ho provato un nuovo metodo per allungare: pesi tutto il giorno. Guarda'. Tirò fuori il cazzo, gonfio e rosso, e lo legò con un elastico per 'trazione'. Alessio lo succhiò, le labbra rosse che avvolgevano l'asta tesa, mentre Vincenzo gemeva di dolore e piacere. 'Spingi più in fondo, fammi sentire lungo'. Poi lo montò a cavalcioni, la gonna alzata, il cazzo di Alessio che sfregava contro il ventre muscoloso di Vincenzo mentre questi lo penetrava dal basso, spinte upward che lo facevano rimbalzare.

Ma il confronto arrivò inaspettato. Mentre Alessio si rivestiva, la porta si aprì: Padre Nicola, il viso paonazzo. 'L'ho seguito, Alessio. Questo è il demonio che ti sta corrompendo'. Vincenzo rise, afferrando il prete per il colletto. 'Entra, sant'uomo. Vuoi predicare qui?'. Nicola esitò, gli occhi fissi sul corpo di Alessio, la gonna sgualcita, ma si ritrasse, le mani strette sul crocifisso. 'Vi state perdendo l'anima. Pregate, rinunciate a questa sodomia! Il Signore vi giudicherà'. Borbottò preghiere rabbiose, senza avvicinarsi, solo parole che echeggiavano nella stanza umida. Vincenzo lo spinse fuori, ridendo. 'Vattene, padre. Qui non c'è posto per i tuoi sermoni'.

Alessio uscì nel buio, le pillole in tasca, la pelle che bruciava. La transizione avanzava, ma il prezzo era un groviglio di corpi e rimorsi nella periferia sporca, con la voce del prete che gli rimbombava in testa come un'eco lontana.
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